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Storie di ieri

Tempoperduto

Passano gli anni, si perpetuano le promesse, cambiano i politici, rimane sempre la solita desolante realtà: Talsano ingannata e dimenticata, insieme con le borgate di Lama e San Vito.

Acqua a Talsano, si cerca una soluzione
Da Tarantosera di martedì 30 ottobre 2007 apprendiamo che:

L’assenza della rete idrica in alcune zone di Talsano, in cui è compresa via Cavallucci Marini, è stata oggetto di una riunione svoltasi nei giorni scorsi, che ha visto la partecipazione di tutti i cittadini gravati dal disservizio, nonché quella di alcuni amministratori comunali. Insieme hanno sviscerato tutte le possibilità esistenti per risolvere la situazione che mette in seria difficoltà decine di famiglie tarantine, private di un o dei fondamentali servizi di urbanizza¬zione che un Comune deve garantire. A fare un resoconto dell’incontro è il signor Antonino D’Onghia, che da anni si batte per i propri diritti e per quelli degli altri tarantini che subiscono il disservizio. Qualche tempo fa arrivò a protestare, con un cartellone tra le mani, durante i lavori del Consiglio comunale. I rappresentanti dell’Amministrazione, i consiglieri comunali Giovanni Ungaro e Gionatan Scasciamacchia, il presidente della circoscrizione Tommy Lucarella ed il consigliere Cellammare, si sono impegnati a seguire il problema. In particolare Cellammare ha fatto “presente che esiste un finanziamento Ato, dell’importo di 800 milioni di euro, che destina circa 7 milioni a Taranto, in particolare per le zone costiere, proprio per la realizzazione di queste infrastrutture”. Tali finanziamenti, se non saranno supportati da relativi progetti entro il 2008, andranno persi. Qualche cittadino ha poi proposta che sia la stessa Amministrazione comunale a farsi carico, nelle more della realizzazione della rete idrica, della parte eccedente del costo - viaggio delle autobotti che portano l’acqua potabile ai residenti delle zone sprovviste del servizio. Intanto per domani mattina alle 11.30, “l’assessore ai Lavori Pubblici Michele Contino ha convocato il rappresentante dei cittadini di via Cavallucci Marini, il signor D’Onghia, per cercare di risolvere la faccenda insieme ai tecnici comunali”.

La lettera seguente venne inviata nel Marzo del 2006 poichè si paventava il rilascio delle strutture dove sono presenti gli Uffici Amministrativi della Circoscrizione. Da allora nulla ci è più dato di sapere in merito.

Spett.le
COMMISSARIO PREFETTIZIO
DEL COMUNE DI TARANTO
e, p.c.
PRESIDENTE VI^ CIRCOSCRIZIONE
Talsano-Lama-S.Vito
Oggetto: rilascio locali sede delegazione comunale di TALSANO
I sottoscritti sono venuti a conoscenza del fatto che l’amministrazione
ha avviato le procedure per lasciare i locali sede della delegazione
comunale di Talsano, dove si svolgono attività di Stato Civile ed
Anagrafe, Servizi ai Cittadini, Messi Notificatori, Assistenza Sociale,
sede della Polizia Municipale, etc.. In considerazione del fatto che non
ci risulta lo spostamento in altra sede allocata in zona, ciò
significherebbe l’abbandono di Talsano per spostare la delegazione
comunale da tutta altra parte. Non c’è un’idea migliorativa del servizio
ai cittadini ma solo un’idea di soppressione.
Se ciò dovesse corrispondere ai programmi dell’amministrazione
esprimiamo tutto il nostro dissenso, perché questo priverebbe la storica
“BORGATA DI TALSANO” della delegazione comunale, con grave danno per i
cittadini che si vedrebbero privati di un primario servizio. Perciò
chiediamo di bloccare la procedura di chiusura e spostamento.
Altrimenti si rafforza la nostra convinzione che questa è la conclusione
del processo di accorpamento delle Circoscrizioni e che avevamo visto
giusto quando lo abbiamo pesantemente contestato. La chiusura della
delegazione comunale perseguirebbe il proposito recondito di chi vuole
cancellare Talsano, da sempre comunità con le proprie peculiarità di
idee, storia, tradizioni, cultura e consuetudini, territorio dove
risiedono circa 27.000 abitanti, pari ad un medio comune italiano.
Noi ci opporremo con determinazione a questa decisione, coinvolgendo i
cittadini che vorranno essere con noi.
Con spirito propositivo, in collegamento con quanto anzidetto,
continuiamo a sostenere la nostra idea che TALSANO necessita di un
centro-civico adeguato , moderno e funzionale, ma sempre allocato nella
popolosa borgata.
Attendiamo chiarimenti e risposte in merito.
Talsano 30 marzo 2006.
F.to
Giuseppe FORNARO – Consigliere VI Circoscrizione
Talsano-Lama-S.Vito
Sebastiano D’AURIA – Consigliere VI Circoscrizione
Talsano-Lama-S.Vito
Fernando CHIUSANO – Consigliere VI Circoscrizione
Talsano-Lama-S.Vito
Dante CAPRIULO - Consigliere Comunale di Taranto sospeso


Qui siamo alle comiche! L'intervento che segue è datato 2006... Cos'altro aggiungere?

Spett.le
DIRIGENTE LL.PP.
Del COMUNE DI TARANTO
Facendomi interprete, per l'ennesima volta, dei solleciti di numerosi cittadini La invito, nell'ambito delle precise responsabilità del suo ufficio, ad intervenire con tempestività per porre rimedio alle condizioni disastrose in cui versano molte delle vie cittadine e della periferia in particolare.
Aldilà delle tante affermazioni a mezzo stampa e delle continue modifiche organizzative interne, in molte strade della città le buche stradali sono divenuti veri e propri crateri insuperabili e pericolosi.
Nelle zone periferiche della città è divenuto quasi impossibile camminare o circolare con auto, moto o bici se non compiendo pericolose gimcane. Ad esempio nel quartiere di Talsano alcune vie sono oramai impercorribili da decine di giorni, con buche profonde ed estese.
Ed invece di colmare tempestivamente le buche l'amministrazione ha disseminato per le strade decine di transenne che segnalano buche stradali profonde e pericolose. Alcuni di questi segnali stazionano da mesi ed in maniera beffarda su alcuni di essi è riportata la scritta "strada dissestata". Invece di colmare le buche, paradossalmente, si ammonisce i cittadini a stare attenti perch& percorrere le strade è pericoloso. Un evidente ammissione di incapacità.
Le ricordo, per il ruolo di responsabilità amministrativa che Lei ricopre, che la manutenzione delle strade e la sicurezza della viabilità cittadina sono tra i fondamentali ordinari compiti dell'amministrazione, oltre alla corretta ed economica amministrazione delle risorse pubbliche.
Considerata pertanto la grave situazione di pericolo per la incolumità dei cittadini ed il mancato o tardivo intervento del Comune, con danni a carico dei privati cittadini e per la pubblica amministrazione per i
risarcimenti da corrispondere, La invito formalmente ed urgente a provvedere. Con interventi straordinari per l'immediato e con una organizzazione ordinaria funzionale ed efficace per il futuro.
Attendo concrete risposte in merito.Firmato
Dante Capriulo

Consigliere Comunale di Taranto
01 marzo 2006

Chiuso Gennarini, monta la protesta
sabato 9 febbraio 2008


Esplode la protesta dei cittadini della borgata di San Vito, costretti ormai da mesi a sborsare ancora più denaro per far fronte alla mancanza della rete fognaria nel quartiere in cui vivono. Da mesi infatti il depuratore Gennarini ha chiuso i serbatoi di raccolta delle acque reflue che arrivano dalle fosse biologiche delle abitazioni dei tarantini, di conseguenza gli autospurgo sono costretti adesso ad attraversare la città, per andare a scaricare i liquami al depuratore Bellavista. Questo cambiamento ha fatto lievitare pesantemente le parcelle degli autotrasportatori che forniscono il servizio, a tutto danno dei cittadini della periferia, che oltre al danno subiscono la beffa. Non solo da sempre sono costretti a convivere con un grave disservizio, quale quello della mancanza del sistema fognario, privati di un diritto sacrosanto sebbene abbiano pagato tutti gli oneri di urbanizzazione, ma adesso si vedono ulteriormente danneggiati con un aggravio della spesa non indifferente. La somma pagata regolarmente per fare svuotare le fosse biologiche delle proprie abitazioni dagli autospurgo è aumentata anche sino a 70 euro a viaggio, a seconda della ditta a cui si rivolgono. Le loro rimostranze erano arrivate già a settembre, quando Aqp, che gestisce il depuratore Gennarini, annunciò il cambiamento, che però doveva durare appena un mese, il tempo di ristrutturare le vasche adibite alla raccolta. Da allora però sono passati oltre quattro mesi, e la situazione non è tornata affatto alla normalità. Oggi la voce dei cittadini torna a farsi sentire, attraverso quella del signor Cosimo Basile, che invita tanto il sindaco Stefàno, quanto il presidente della circoscrizione, Tommy Lucarella, ad intervenire al più presto perché non vengano calpestati oltre i loro diritti.

Un'interrogazione al sindaco ed all'assessore all'Ambiente del consigliere comunale del PD Dante Capriulo.
"Senza fogne sedici strade di Talsano"

Dopo mesi di segnalazioni, il consigliere comunale del PD Dante Capriulo scrive all'Amministrazione Comunale per denunciare il mancato collaudo della rete fognante in sedici vie di Talsano.
Capriulo ricorda che grazie alla legge 388 del 2000 sono stati realizzati dei tronchi fognari in molte parti della città, tra cui 16 vie di Talsano: via Caravaggio. Palmina Lo Jucco, Canova, Settembrini, Sanzio, San Michele, Concordia, Cacace, Giardini, Largo Pace e Largo Pozzo, Brunelleschi, Beccarla, Pio XII, Atlantico. Grossi, Pavese.
Una situazione particolarmente "sentita" (in tutti i sensi) dagli abitanti del quartiere e delle zone limitrofe e che da anni non fanno altro che protestare e presentare petizioni su petizioni. Una più inutile dell'altra.
«In questa strade, circa due anni fa, è stata completata la realizzazione materiale (scavo e posa in opera delle tubazioni) della rete fognante collegandola alla rete già esistente - spiega Capriulo - il Comune di Taranto (con ritardo) circa un anno fa chiese le opere di collaudo e presa in carico da parte dell'acquedotto
pugliese, per consentire finalmente ai cittadini di allacciarsi; fu successivamente individuato ed incaricato il collaudatore da parte dell'AQP; con notevole ritardo, il 3 luglio 2007, I'AQP diede la disponibilità ad eseguire i collaudi che non si tennero per la mancata presenza della ditta appaltatrice (che protestava perché non pagata); anche il problema dei pagamenti all'impresa appaltatrice sono stati superati; sono poi subentrate le dimissioni del responsabile del procedimento con la sua sostituzione».
Aggiunge il consigliere: «Periodicamente ed in maniera stereotipata ho pressato gli uffici per la risoluzione del problema. Nonostante tutto ciò ad oggi tali opere non sono ancora utilizzabili, centinaia di famiglie che vogliono pagare per avere un servizio e non vogliono più essere salassati mensilmente dalle autobotti (con costi che sono saliti a più di 100 Euro a viaggio) o rischiare di inquinare attendono di potersi allacciare alla rete di fognatura già esistente e che può immediatamente funzionare».
Al vertice del Comune Capriulo chiede di agire per risolvere questa incresciosa situazione di "ignavia e burocrazia a totale a danno dei cittadini".
Dicembre 2007

Sopralluogo dei vertici di Acquedotto pugliese e Comune. L’impresa «Grassetto» pronta ad aiutare Palazzo di Città
Il depuratore non sarà più un incubo


L’Aqp avvia gli interventi per ridurre i cattivi odori provenienti dall’impianto. Tutto pronto tra tre mesi? L'obiettivo dichiarato, eliminare i cattivi odori. Tempi (ragionevoli) per tagliare questo traguardo, due-tre mesi al massimo. Sono questi i due pilastri su cui si è retto, ieri mattina, il sopralluogo tecnico-operativo che è stato effettuato dai vertici dell’Acquedotto pugliese all’impianto di depurazione «Gennarini» di Taranto.
All’incontro, l’Aqp era presente (oltre che con alcuni tecnici) con il direttore generale dell’azienda, Massimiliano Bianco mentre l’Amministrazione comunale era rappresentata dal vicesindaco di Taranto, Alfredo Cervellera e dal dirigente della direzione Ambiente,
Mimmo De Leonardis. Presente al sopralluogo, tra gli altri, anche il presidente del consiglio circoscrizionale Montegranaro-Salinella, Michele Azzaro. Subito la notizia. L’Acquedotto pugliese, a sue spese, ha iniziato già da un mese i lavori per la cosiddetta «deodorizzazione» dell’impianto. Uscendo da questo linguaggio tecnico, l’Aqp ha già avviato degli interventi per eliminare (o meglio, per ridurre) i cattivi odoriprovenienti dal depuratore “Gennarini”. Entro tre mesi, almeno secondo quanto ha assicurato ieri mattina il direttore Bianco, questi interventi dovrebbero concludersi dando così un evidente beneficio alle diverse migliaia di persone che risiedono in quella zona. Da quel che è emerso ieri mattina al termine del sopralluogo, infatti, questi lavori (in corso) dovrebbero evitare che le autobotti versino all’aperto i liquami che poi vengono raccolti nelle vasche. Si sta realizzando, appunto, un impianto chiuso che raccoglierà i liquami contenendo così i cattivi odori che, abitualmente, affliggono i residenti della zona. Questo è un primo intervento che, però, non risolve definitivamente il controverso problema. Ieri mattina, infatti, i vertici dell’Acquedotto pugliese hanno garantito al Comune di Taranto che avvierannoun secondo intervento che, salvo imprevisti, dovrebbe concludersi entro giugno e comunque prima dell’inizio della prossima stagione estiva. Anche questi lavori saranno a totale carico dell’Aqp. L’Acquedotto, in particolare, punta a recuperare i gas che solitamente si formano dal trattamento e nello smaltimento dei fanghi. Il progetto prevede, appunto, di recuperare questi biogas e di eliminare, di conseguenza, i cattivi odori che rendono poco vivibile l’intera area. A completamento di questo duplice progetto, a sostegno del Comune di Taranto notoriamente privo di liquidità, potrebbe intervenire la «Grassetto». Si tratta della società edile il cui progetto per la costruzione di 300 alloggi sulla strada per Talsano (da destinare in gran parte alle forze dell’ordine) è stato recentemente approvato dal Consiglio comunale. Quest’azienda, infatti,avrebbe dichiarato la propria disponibilità a recintare l’area dell’impianto di depurazione “Gennarini” con degli alberi d’alto fusto che farebbero così da barriera impedendo proprioai cattivi odori di raggiungere le abitazioni limitrofe.


11 gennaio 2008

ALLARGATE QUELLA STRADA!
(corriere del giorno 17.1.2008)

E il naturale spartiacque che una volta divideva la Circoscrizione San Vito-Lama-Carelli da Talsano-Palumbo San Donato, un ponte tra via Carlo Magno e la chiesa di Sant'Egidio, al rione Tramontone. La strada in questione e via Gregorio VII ed e sempre più l'incubo di pedoni e automobilisti per il degrado in cui versa il manto stradale eper il restringimento di carreggiata che per un tratto di cinquanta metri la trasforma in un vero e proprio imbuto per autovetture e autobus. Una situazione che si trascina da anni e che e stata nuovamente affrontata di petto dai consiglieri della Circoscrizione Talsano-Lama-SanVito che ne hanno discusso nell'ultima seduta del Consiglio di quartiere interessando della problematica anche l'assessore comunale ai Lavori pubblici, Michele Contino. Via Gregorio VII - spiega Tommy Lucarella, presidente della Circoscrizione - è una strada ad alta densità di traffico. Inoltre, proprio al centro della via, in direzione della chiesa di Sant'Egidio,c'è un restringimento della strada che comporta notevoli difficoltà di transito per auto e bus ed è, inoltre, pericolosa per quei pedoni che l'attraversano in quanto, proprio a causa del restringimento, è priva di marciapiedi. Bisogna tenere conto del fatto - aggiunge Lucarella - che da questo snodo è costretto apassare chiunque debba raggiungere la chiesa o le vicine scuole o il poliambulatorio della Asl. Non solo, perche in quell'angusto tratto di strada manca anche la canalizzazione delle acque bianche per cui, quando piove, l'acqua ristagna per giorni, specie se le piogge sono persistenti. Il risultato è che quel tratto si allaga da parte a parte rendendo difficilissimo il transito, soprattutto ai pedoni. Lucarella, quello che lei sta denunciando non e certamente una novità. E' vero. Infatti la documentazione presentata agli uffici competenti anche da chi mi ha preceduto in Circoscrizione è copiosa. Per non parlare delle numerosissime missive e petizioni sottoscritte anche dai cittadini. Che, pero', non hanno prodotto nulla di concreto. Infatti, dagli inizi degli anni 90 ad oggi nulla e cambiato determinando uno stato di cose in cui ha ragione oggi chi ha torto cioè chi non consente il normale deflusso del traffico, il normale transito dei pedoni, l'abbattimento di barriere architettoniche. Il Comune intanto che fa? Ad onor del vero abbiamo segnalato questa anomalia all'amministrazione comunale e all'assessore ai Lavori pubblici,Contino, il quale se ne e fatto subito carico rendendosi conto di persona della difficolta legata all'intervento. Cosa andrebbe fatto per rendere piu transitabile quel tratto di strada? Per la cronaca, negli anni passati l'amministrazione comunale ha stanziato ingenti somme per risolvere il caso. Nelle intenzioni originarie si puntava all'allargamento della strada retrocedendo di circa tre metri il cancello e il muretto di cinta di una villetta che ostruisce il normale transito e spostando in tutt'altra zona una cabina dell'Enel Ma nonostante tutto non siete riusciti a venire a capo di una situazione che finisce col penalizzare i cittadini. Siamo pronti a chiedere all'assessore Contino che proceda, quanto prima, nella predisposizione di ogni azione utile alla soluzione del caso. Vabbè, ma quale è in concreto la vostra richiesta? Che emetta un'ordinanza sindacale in danno nel caso in cui il proprietario della villa, che impedisce il normale deflusso della viabilita interna, non voglia adoperarsi ad eseguire quei lavori che gli spetta fare.

500 firme per la periferia dimenticata
giovedì 13 marzo 2008 - Tarantosera

Cinquecento firme per non dimenticare la periferia. Le ha raccolte Piero Santoro, un giovane di Talsano che ha a cuore molte famiglie, in cui tra l’altro ci sono disabili, che abitano in zone della borgata in cui mancano i servizi primari. Nei mesi scorsi ha incontrato il sindaco Stefàno e gli ha ribadito che le periferie hanno il diritto di ripartire. “E’ giunto il momento che i cittadini, specie quelli delle periferie abbiano ciò che si meritano – dice Santoro- una città pronta a rialzarsi, una amministrazione che la ami così come ogni tarantino ama la sua città”. E a proposito delle strade dimenticate della borgata fa un preciso elenco: via Bembo, via Gadda, via Romero, via Nievo, via Pagano, via Picasso, via Colonna, via Vasari, via Serao, via Tassoni. Sono tutte situate al confine con il territorio di Leporano e i residenti ancora oggi sono costretti a fare i conti con la mancanza dei servizi primari come strade asfaltate, illuminazione pubblica, rete idrica e fognaria. “Tutto ciò pur avendo costruito gli immobili da decenni- aggiunge- e regolarizzato la posizione urbanistica pagando oneri di urbanizzazione salati.” Decine e decine di famiglie che abitano in quelle vie chiedono che si provveda a dotare la zona dei servizi primari alla pari delle altre vie cittadine. Santoro poi rammenta di aver incontrato il primo cittadino il quale ha condiviso il disagio di quei residenti che non vogliono essere di serie B sottolineando che bisognava attendere il successivo bilancio e cioè i soldi del 2008. Riguardo al prossimo piano triennale di lavori pubblici Santoro tiene a sottolineare che “se il piano di utilizzo delle risorse primarie è pensato in ragione delle priorità noi ci aspettiamo di essere in prima fila: tale è il posto della prevenzione dei pericoli e tale è il posto della civiltà che si raggiunge solo se saggiamente si incentiva ogni strato della cittadinanza sia per equità, che per lungimiranza”. E la situazione di quelle strade indicate dal giovane talsanese da anni é veramente pietoso. Eppure sono state inserite nelle vie che dovrebbero essere asfaltate ma fino ad ora non é accaduto nulla. I cittadini della periferia talsanese ora sperano che l’amministrazione Stefàno faccia il miracolo.

Talsano, urgono interventi immediati.
L'ultimo gravissino incidente stradale verificatosi giorni fa sulla strada provinciale Talsano -Leporano, nel quale hanno perso la vita due giovani è stato oggetto di una richiesta che il presidente della circoscrizione Talsano Guseppe Semeraro ha inoltrato al Presidente dell’Amministrazione provinciale Marcello Cantore e ad Aldo D’Elia sindaco di Leporano e consigliere provinciale. «Se l’incidente ha come concause - afferma Semeraro - l’imprudenza e l’asfalto viscido non si può non ammetere che il tracciato della strada abbia un’alta pericolosità».
da TarantoSera del 2 gennaio 1997

IL DECENTRAMENTO A TARANTO: TANTE LE PROMESSE,POCHI I FATTI
UNIONE COMUNALE TARANTO
Via Capotagliata - Taranto


L'Unione Comunale dei D.S. di Taranto ha riunito, nei giorni scorsi, i Consiglieri Comunali, i Consiglieri Circoscrizionali ed i segretari di sezione dei Democratici di Sinistra. All'ordine del giorno il funzionamento del Decentramento a Taranto.
Alla unanimità i presenti hanno espresso il giudizio che a Taranto il vero decentramento non esiste. Le ragioni sono molteplici:
la mancanza di risorse, sia economiche che umane;
il mancato coinvolgimento delle circoscrizioni nelle scelte dell'amministrazione comunale, calate quasi sempre dall'alto;
la mortificazione del ruolo dei consiglieri circoscrizionali;
il mancato conferimento di deleghe alle Circoscrizioni, che si trovano nella impossibilità di intervenire direttamente su qualsiasi problema (da quelli più semplici come la colmatura di una buca o il cambio di una lampadina a quelli più complessi come la gestione dei servizi di base);
l'assenza di strumenti per svolgere le attività quotidiane;
l'accentramento del potere nelle mani di pochi (del Sindaco, di qualche Assessore o addirittura di qualche funzionario)
l'impossibilità di attivare qualsiasi forma di partecipazione dei cittadini, così come nello spirito del decentramento;
l'assoluta mancanza di concertazione tra le circoscrizioni e le scelte dei singoli assessorati.
Come Democratici di Sinistra abbiamo sempre chiaramente espresso la nostra volontà per un decentramento che funzioni realmente, con il conferimento di poteri e deleghe certe, che attivino percorsi di partecipazione dei cittadini e decentramento del potere amministrativo, in modo da rendere la macchina burocratica più efficiente.
A conferma di ciò nell'aprile del 2001 abbiamo condiviso e sostenuto il nuovo regolamento sul decentramento, votando favorevolmente nelle Circoscrizioni ed in Consiglio Comunale. Constatiamo che larga parte di quel regolamento é rimasto lettera morta. Nel tempo si sono succeduti diversi atti ma mai veramente attuativi dello spirito contenuto nel regolamento bipartisan dell'aprile 2001. Neppure la riduzione del numero delle circoscrizioni da 10 a 6 ha determinato l'avvio del decentramento a Taranto. Negli anni le promesse sono state tante, ma pochi i fatti.
Anche l'ultimo documento in ordine di tempo, presentato informalmente dal Sindaco, appare più come un insieme di contorti meccanismi burocratici ed alcuni buoni propositi rinviati in là nel tempo. Mancano concretezza, risorse e volontà per attuare il decentramento in tempi ragionevolmente brevi.
Pertanto come Democratici di Sinistra proponiamo un percorso diverso che dia risposte certe ai Consiglieri Circoscrizionali che vivono un profondo stato di frustrazione. A tal proposito ribadiamo molte delle proposte presentate in campagna elettorale e sostenute dal candidato sindaco Vico:
- far diventare le circoscrizioni veri e propri municipi, dotandole di competenze e risorse;
- trasferire risorse finanziarie certe su base annuale, previste nel bilancio del comune da assegnare e far gestire ad ogni municipio;
- dare piena ed immediata attuazione al vigente regolamento sul decentramento, nella parte in cui dispone la gestione dei servizi di base (art. 55, 56 e 57) e le funzioni delegate (art. 58);
- far gestire a livello circoscrizionale la ordinaria piccola manutenzione su lavori pubblici, illuminazione e verde, attraverso adeguate strutture tecniche, supportate dalle opportune professionalità;
- affidamento ai municipi circoscrizionali di autonomi piani e progetti di fattibilità in materia di assetto del territorio e viabilità;
- costituzione di consulte su base circoscrizionale, con delega di indirizzo a! fine di costruire la mappa dei bisogni sociali e dei fenomeni della devianza, in modo da intervenire da subito attraverso il Piano Sociale di Zona;
- costituzione dì "laboratori dì quartiere? come occasione d'incontro dei cittadini e delle loro associazioni;
- diffusione, attraverso i municipi, delta cultura della partecipazione;
- far diventare i municipi sportello informativo del Comune, per favorire l'accesso ai servizi, attraverso collegamenti telematici;
- favorire la partecipazione e la trasparenza degli atti amministrativi attraverso una rete di collegamenti telematici che coinvolgano le circoscrizioni.
Sulla base di questa proposta porteremo avanti la nostra azione a livello politico, in Consiglio Comunale e nei Consigli Circoscrizionali, coinvolgendo i cittadini in una battaglia di democrazia, partecipazione e decentramento del potere.Firmato
Il Segretario
Dante Capriulo
05 dicembre 2005

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