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Editoriali

MA "NOI", CHI SIAMO "NOI"?
Settembre 2009

Mi scrive una ragazza di vent'anni: “vorrei lamentarmi un pò perchè siamo nel 2009 e noi non ce la facciamo piu a sopportare queste strade che si e no un giorno o l'altro provocano incidenti, per evitare queste buche vi prego aiutateci ma non rappezzando le strade ma rifatele”, e io le rispondo: “...dovrebbe essere tutta Talsano a compattarsi. Ecco, vedi, è proprio quello che noi cerchiamo di fare, costruire una coscienza comune scavando nell'indifferenza della maggior parte dei talsanesi (e Treterresi), stimolare la gente a muoversi unita verso il riscatto. Anche se "paese" ancora non siamo, in quanto Talsano è semplicemente un quartiere di Taranto. Siamo convinti che solo l'Autonomia comunale può darci dignità e vivibilità, servizi adeguati, strade migliori, parchi, un futuro per i Giovani! Ma Voi Giovani dovete muovervi! Andate casa per casa a parlarne, riunitevi, date una mano a noi “vecchi” che lottiamo da anni senza ancora essere stanchi di farlo... Vuoi aiutarci? Questo sito è costruito senza soldi e solo con la buona volontà di pochi volenterosi: aggregati a noi, vai per le strade, scatta fotografie, inviaci i tuoi pensieri, diventa insomma nostra corrispondente. E dillo ai tuoi amici, create un'Associazione, parlate di Talsano e delle Treterre, invitateci ai vostri incontri. Come vedi, se si vuole "si può fare". Basta crederci! Ciao".
La ragazza ci pensa un po' su e ribatte stizzita: “ecco se noi andiamo casa per casa come dite voi le persone ci rispondono che hanno altri problemi per la testa non se ne fregano niente..lasciate perdere lasciateci nella merda: è quello che noi ci meritiamo”.
Ho riportato pari pari i termini dello scambio di mail. I toni della giovane talsanese sono crudi, perentori, rappresentano il paradigma di ciò che i nostri concittadini "sono" nella gran parte della maggioranza: lamentano i disservizi, cercano un capro espiatorio, pretendono che le cose cambino, ma non sono disponibili a metterci nulla di proprio. Riunirsi? Macchè, è inutile, la gente “non se ne frega niente”. La conclusione del ragionamento della ragazza simboleggia la sconfitta subita senza partecipare ad alcuna battaglia: “lasciateci... dove siamo, non meritiamo nulla”. Che strano paese, indolente e nervoso, litigioso e sonnolento, apatico ed autolesionista. Forse è proprio così: non c'è speranza, vale poco ogni tentativo di risvegliarlo, a nulla è servito il lavoro prodotto dalla nostra Associazione Treterre, il mio in particolare che continua ad esistere per il tramite di questo sito. Vale zero anche il sacrificio di un altro grande saggio, Pasquale Musio, trafitto anche lui dagli inganni di presunti amici sostenitori dell'Autonomia, ed ancora lì, imperterrito e mai domo, a credere nell'Ideale. Il nostro stesso sito non ospita che una manciata di lettori, nessuno dei quali ha finora dimostrato di volersi mettere in gioco. La Gente è questa, curiosa, egoista, indignata e ritrosa. Forse ha ragione la giovane talsanese: merita di stare dove si trova.

LA GRANDE CRISI
Gennaio 2009

Siamo nel pieno della recessione, crollano i mercati finanziari, si fermano le industrie, avanza la disoccupazione. Anche per Taranto si prospettano tempi bui. L'oscurità occuperà quegli spazi della nostra memoria in cui conserviamo gelosamente il ricordo dello splendore della nostra città riflesso sulle magnifiche periferie, ordinate e tranquille, emblema per tutta la civiltà italica. E' crisi, probabilmente l'Ilva sarà costretta a rallentare il processo produttivo, le ciminiere non emetteranno più i polverosi fumi, il cielo assumerà uno strano colore azzurrino. Il traffico veicolare cittadino calerà improvvisamente e non sarà più regolato dall'esercito dei nostri infaticabili vigili urbani ma ne vedremo probabilmente solo uno, ogni tanto, per ogni quartiere. In loro sostituzione ricorreremo a delle figure ibride, gli ausiliari della sosta, che passeggeranno in coppia noiosamente per le strade vuote. Ci aspettano momenti
dolorosi, andremo a piedi o in bicicletta, costretti a rispolverare quella storica pista ciclabile che tanto denaro costò ma tanto onore rese ai nostri integerrimi governanti. Soffriremo in silenzio, il Mar Grande non sarà più solcato dalle petroliere e lascerà spazio solo a qualche ramingo pescatore. Non sarà più possibile intervenire con la solita puntuale manutenzione stradale, e Talsano vedrà il progressivo deterioramento dei suoi lisci manti bituminosi. Si ritiene che possano addirittura formarsi buche in ogni dove: chissà quanto tempo occorrerà per ripristinare l'antico ordine! La crisi bloccherà il turismo, le nostre spiagge assumeranno le sembianze delle desertiche dune, vedremo solo venditori di ninnoli e meloni, e sabbie sporche intrise di siringhe. Mai più sarà tutto come prima. Vivremo attanagliati dalla malinconia, ricordando i tempi belli, quando la crisi non c'era e Taranto e Talsano con Lama e San Vito erano diamanti incastonati sul tacco d'Italia.


UN ALTRO ANNO E' PASSATO
Gennaio 2009

Un altro anno è passato. Sono ormai tanti gli anni che trascorrono inutilmente qui dalle nostre parti, in una borgata che dovrebbe essere Comune Autonomo da tempo e che invece si dibatte alla vana ricerca di soluzioni per i suoi mille problemi. Vestiamo i panni del povero che elemosina dal ricco (si fa per dire...), ma che invece dovrebbe essere conscio di possedere dignità e mezzi per sostenersi; e nel vestire tali panni siamo capaci di esagerare nel rituale masochistico che amiamo sfoggiare. I Talsanesi sanno come farsi male. In fondo è sufficiente continuare a delegare ai soliti "altri", accompagnando le nostre litanie con richiesta di raccomandazioni ("trovami un posto per mio figlio e ti voto...", "fammi avere la fogna...", "procurami lavoro per la mia ditta...", eccetera eccetera); è sufficiente sapere che qualcun "altro" si impegna per noi. Attenzione: ve lo fa credere all'inizio, ma in effetti sta pensando a "sistemarsi" con uno stipendio da consigliere comunale o provinciale (i più arguti arrivano in Regione), uno in consiglio d'amministrazione (magari al CTP, all'AMIU, all'AMAT?), e i soliti benefit che il sistema partitico sa erogare. E' sufficiente far finta di credere all'autonomia per poi rinchiudersi nel bar a parlare di calcio, è sufficiente respirare, mangiare, vegetare...
I Talsanesi sanno come farsi male: potrebbero vivere in una cittadina pulita, ordinata, creativa, con lampioni e manto stradale, marciapiedi e piazze alberate, ed invece continuano a vegetare all'ombra di una città che non li ama, ma ne succhia l'anima e i denari. Un altro anno è passato: svegliatevi Talsanesi, tirate fuori l'orgoglio, imparate a riconoscere chi ama davvero questa Terra, date un calcio nel sedere ai millantatori di qualunque schieramento politico facciano parte. Auguri, ne avete bisogno.

A PROPOSITO DI RISPETTO PER LE IDEE ALTRUI
(tratto dal nostro Forum)
Dicembre2008

E' giusto e doveroso il rispetto dell'idea altrui, se questa è intesa come cultura e interesse di una persona, cioè se idea è uguale a persona. Ma per noi idea è uguale a popolazione di Treterre. Faccio una parentesi: avrei voluto dire "popolo" di Treterre; ma data la condizione di abbandono di questo territorio e di questa popolazione, si può solo parlare di "espressione geografica", proprio come disse lo straniero-padrone all'italiano non indipendente. E con ciò voglio dire che possiamo rispettare l'idea diversa ma nel frattempo non siamo indipendenti, nel frattempo noi di Treterre continuiamo a restare non un popolo, ma una espressione culturale. Qui chiudo la parentesi.Qualcuno dice che è bello essere cittadino della bellissima Taranto, anzichè di Treterre. Io non voglio sminuire la bellezza della nostra Taranto, anzi sono fra quelli che difendono tale bellezza; però se parlo con i leccesi faccio un pò fatica. E perchè? Perchè Taranto nonostante la sua bellezza incantevole, si presenta meno bella di Lecce, solo perchè i Leccesi da sempre fanno bella Lecce, a differenza di noi tarantini. Ma torniamo a Treterre che grazie a San Vito ha l'affaccio su Mar Grande e grazie a San Vito, Lama, Tramontone e Talsano ha l'affaccio sul Golfo (il vero Mar Grande, dove ancora si possono fare i bagni). Questo per dire che se Taranto è bella, lo è anche Treterre.Purtroppo come ai leccesi Taranto non appare bella (nonostante la sua storia e il sito geografico) a causa degli stessi Tarantini (oltre che da Leccesi e Baresi), così Treterre non può apparire bella, a causa degli stessi tarantini che da sempre ci abbandonano e ci maltrattano. Tant'è vero che da sempre ci accompagna la necessità, non la goliardia. Oltre ad essere trascurati, noi siamo anche maltrattati o disprezzati. Si pensi che abbiamo la segnaletica stradale azzurra, non bianca come per i rioni Italia, Corvisea, Tamburi; ed abbiamo anche le vie uguali (via Garibaldi, piazza Della Vittoria, Corso Vittorio Emanuele ecc): abbiamo il codice postale diverso di Taranto (tanto che per le Poste quando facciamo i telegrammi dobbiamo bugiardamente affermare che siamo Provincia di Taranto...) C'è chi sostiene che dobbiamo aspettare Taranto per essere "civilizzati" ma noi perchè dovremmo crederci? Non vi pare che sia ora che "civili" lo si possa diventare da soli? Proprio la mancanza di rete idrica connessa con il ritornello del "dissesto", mi ha fatto ricordare la vergognosa "autobotte" del popolo Stattese che, stanco della mancanza di rete idrica, si compattò talmente che diventò indipendente: così, finì quella vergogna dell'autobotte in cui il Comune Taranto lo faceva languire. E ricordiamo anche la recente raccolta di firme di varie centinaia di cittadini per avere almeno strade asfaltate e illuminate, in considerazione peraltro della presenza di sfortunati cittadini disabili (sfortunati non tanto perchè disabili, quanto perchè disabili talsanesi, se vogliamo di Treterre). Io credo Che Statte insegna: non solo si scrollò la vergogna dell'autobotte, ma eliminò gradualmente tante altre vergogne, ed oggi transita verso la civiltà delle autonome decisioni. Ora che sono indipendenti, essi crescono, e crescono in modo progressivo; mentre per noi a Talsano, o a Treterre, è eterno dissesto da oltre cento anni; con la chicca che il dissestato ti dice che non abbiamo risorse, e te lo dice a ragione, considerando (beffa finale) che le nostre risorse le rendiamo disponibili per altro territorio e non per il nostro! Chi fa da sè, fa per tre! Autonomia significherebbe almeno poter fare da noi "per" noi. Ma purtroppo il famoso referendum Taranto non ce lo vuole dare, come dire che Taranto non rispetta Treterre. Invece quel referendum ce lo danno la Costituzione, la Corte Costituzionale, lo Statuto della Regione Puglia. Si tratta dunque di prendere il referendum e poi di votarlo. Prima che se ne vadano i nostri figli...

(ringraziamo Sante per il generoso caparbio orgoglioso contributo offerto al nostro sito) Antonio Ticcalis

COSTRUIRE L'AUTONOMIA
Ottobre 2008

Il referendum è il punto di partenza per prefigurarsi l'obiettivo della costituzione di un nuovo Comune, è lo strumento che consentirà alla gente di potersi liberamente esprimere. Il sentimento popolare appare già da lunghi anni orientato verso la soluzione autonomistica, ma adesso è necessario fornire ulteriore informazione e conoscenza ai tanti che hanno finora soltanto "assistito" da lontano agli sforzi messi in atto dai Movimenti indipendentisti, primo fra tutti quell'Associazione Treterre che raccolse le diecimila firme e che per quattro anni ha realizzato iniziative di grande valenza, raccontando storia e prospettive del territorio ed approfondendo con dati tecnici quelle che erano (e sono) le ragioni alla base dell'Autonomia. A questo punto però occorre che ci sia compattezza, qualità e quantità di adesione al progetto. Nessuno, se ci crede veramente, può continuare a delegare ad altri, nessuno, se ritiene che possa ottenere dei benefici dalla realizzazione del Comune delle Treterre, può esimersi dal fornire un contributo fattivo e determinante. L'imprenditore, il commerciante, il professionista, il pensionato, lo studente, tutti possono (e dovrebbero) partecipare alla riuscita di un progetto che li riguarda direttamente. Come? Riteniamo che ognuno può farlo nel modo in cui si ritiene più adeguato, ma la formula migliore è senza dubbio quella di mettere a disposizione le proprie conoscenze riservando un pò del proprio tempo libero a costruire progetti finalizzati alla diffusione dell'idea autonomistica (un'ora al giorno o alla settimana è la stessa cosa purchè ci sia costanza e determinazione). Non scopriamo nulla, insomma, si tratta del solito "passaparola", andare casa per casa iniziando da amici e parenti; il tipografo magari aiuterà nello stampare qualche opuscolo, l'ingegnere contribirà a formulare progettualistica urbana coadiuvato dall'amico architetto, il medico sarà presente quando si organizzeranno le manifestazioni, lo studente approfondirà le tematiche sul lavoro possibile nel nuovo Comune, ogni commerciante esporrà nel suo negozio una bandiera e dei volantini. Solo con la partecipazione "attiva" si potrà staccare il primo biglietto... La parola magica è "compattezza". Il sito mette a disposizione la propria casella di posta elettronica per avviare la sottoscrizione dei primi volontari (basta nome, cognome, telefono, e-mail). Per tutti coloro che ci credono è giunto il momento di smettere di parlarne all'angolo della strada e di mobilitarsi: il nuovo Comune può trovarsi finalmente in casa nostra!

GRANDIOSITA'
Agosto 2008

Grandiosi progetti: strada per Taranto a quattro corsie, autostrada da Punta Penna a Viale Kennedy. Mentre qualcuno ritiene che si debba volare alto, Talsano continua a registrare la propria agonia in termini di ordinaria vivibilità. E' sufficiente ricordare che Viale Europa è segnata dalle strisce blu ma rimane un campo di patate, privo di asfalto addirittura in corrispondenza di una delle fermate dei pullman, che le buche tra poco saranno talmente tante che automaticamente livelleranno in basso le sedi stradali, che i marciapiedi sono cosparsi di erbacce alte un metro, che non esiste un piano di pulizia urbana, che i terreni non recintati ospitano discariche a cielo aperto, che ancora manca in molte zone la rete fognante e quella idrica... Cos'altro aggiungere a quello che appare un bollettino proveniente dalle provincie più arretrate del terzo mondo? Nessuno evidentemente riesce a tutelare il nostro territorio in quanto la politica tende sempre più ad occuparsi dei propri apparati e uomini piuttosto che rappresentare il disagio di una collettività e fornirne le soluzioni. Ed allora lanciamo una proposta (in attesa del Referendum): prepariamo una Organizzazione che, estraneandosi dai partiti, conduca i rappresentanti di Talsano e delle Treterre ad assumere significativamente un ruolo nell'ambito del Comune di Taranto. Pensate, si potrebbe diventare il primo partito (o chiamatelo Movimento, o Lista civica, o come preferite...) della città jonica. Diciamo che prenderemmo a modello quanto la Lega Padana è riuscita a fare finora e sopratutto nell'ultima tornata elettorale: entrare nel Governo, prestare giuramento alla Repubblica Italiana e sognare l'indipendenza mentre si attua il federalismo fiscale. Pensateci: Treterre conta 47mila abitanti, 36mila votanti, con circa 25mila voti utili si posizionerebbe probabilmente come prima lista a livello comunale (alla faccia dei partiti). Ed a quel punto l'Autonomia...

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