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Differenziata porta a porta
4 marzo 2009 - TARANTOSERA

Riparte la raccolta differenziata. Questa volta con una grande novità: il porta a porta. L’iniziativa è stata presentata stamattina a Palazzo di Città dal sindaco Ippazio Stefàno e dall’assessore regionale all’ambiente, Michele Losappio. La Regione ha svolto infatti un ruolo determinante mettendo a disposizione un milione e duecentomila euro. Di questi arriveranno subito 200 mila euro per l’acquisto degli strumenti necessari, come i mini cassonetti da consegnare alle famiglie e le campane di raccolta da sistemare per strada. A giorni partirà la gara per la fornitura. Il servizio sarà affidato all’Amiu (alla conferenza c’era il presidente Gino Pucci) che forse — è solo una ipotesi — potrebbe utilizzare il personale ex Dussman, rimasto tagliato fuori dall’aggiudicazione dell’appalto per il servizio di pulizie comunali. Il servizio dovrebbe partire i primi di aprile e riguarderà, almeno per il momento, solo una parte della città. In particolare saranno interessato i quartieri di Talsano, Lama, San Vito, Paolo VI e Italia Montegranaro. In totale saranno coinvolte circa 20mila famiglie. Si tratta, come detto, di un servizio porta a porta: secondo turnazioni presta–bilite, gli operatori raccoglieranno il rifiuto differenziato direttamente dalle abitazioni. In realtà il porta a porta è solo parziale, perché riguarderà solo le abitazioni più accessibili, come villette e case al piano terra. Nelle altre zone si procederà con le campane di raccolta.

A fine mese i lavori in via Mediterraneo
26 ottobre 2008

Lavori in vista alle palazzine popolari di Tramontone e Talsano. La data buona per l’avvio delle opere di manutenzione potrebbe essere il 31 ottobre. Una indicazione in tal senso è arrivata dall’architetto Rocco Cerino, dirigente dell’Istituto Autonomo case Popolari, che ha partecipato ad un consiglio circoscrizionale convocato dal presidente Tommy Lucarella proprio per affrontare la grave situazione di disagio nella quale vivono le migliaia di persone che abitano in quei quartieri. L’architetto Cerino ha voluto rassicurare che vi è il massimo interessamento da parte della Direzione dello Iacp. Per fine ottobre, quindi, le ditte incaricate dovrebbero avviare gli interventi per quanto riguarda le case di Via Mediterraneo, mentre bisognerà aspettare qualche altro mese per sanare la situazione degli alloggi in Corso Vittorio Emanuele a Talsano. Il dirigente dell’Istituto ha illustrato il progetto esecutivo che il 31 luglio scorso è stato approvato dalla Commissione tecnica dello stesso Iacp per i palazzi di via Mediterraneo 62 a-b-c. L’importo del finanziamento è di 322 mila euro. L’intervento prevede: opere edili; interventi vano scala; tin-teggiatura; ade-guamento legge abbattimento barriere ar-chitettoniche e realizzazione scivoli a norma; miglioramento accessi lastrici solari; messa in sicurezza contatori del gas; opera impiantistica; adegua–mento impianti elettrici; ade-guamento legge 46/90.

Talsano resta periferia dimenticata: la petizione
2 settembre 2008 TARANTOSERA

Quando hanno visto camion e uomini all’opera hanno pensato: che il sindaco si sia ricordato di noi. E delle cinquecento firme con le quali chiedevamo l’intervento per dotare le vie “decentrate” di Talsano dei servizi primari? Si sono dovuti ricredere. L’intervento di restyling del manto stradale è destinato alla parte finale del corso. Mentre la zona periferica, verso Leporano, sembra destinata a vivere ai tempi in cui strada, luce, acqua fogna e marciapiedi ancora dovevano essere inventati. A questo punto il portavoce dei residenti del dimeticato lembo talsanese, Piero Santoro, torna a ricordare al sindaco gli impegni assunti appena un anno fa. Era ottobre 2007. I rappresentanti di cinque vie della zona consegnarono al sindaco la petizione. «Fu apprezzata e sottoscritta dallo stesso primo cittadino, ricordano i residenti, ma è rimasta lettera morta. «Con molto stupore (perché il fatto di vedere dei lavori nella periferia è un evento), non ho potuto fare a meno di notare lavori di rifacimento del manto stradale nella parte finale del corso - scrive Santoro. Partiamo dal presupposto che ogni miglioria apportata alla nostra periferia bistrattata è un qualcosa di positivo. Ma perché investire soldi nella parte finale di una via che era decisamente molto meno degradata della parte centrale dello stesso corso, o del viale Europa, densamente abitato e ricco di negozi? Quel viale ricordato solo per le “speciali strisce blu”, che per le gravi condizioni del manto stradale non si riusciva nemmeno a farle dritte. Perché quei soldi non sono stati utilizzati per fare strade inesistenti?»Al sindaco, ad ottobre, fu illustrata la storia di via Bembo, dove risiede una persona disabile: percorsi sterrati e una serie di disagi. «La situazione attirò molto la sua attenzione. Il sindaco disse che dal giorno dopo avrebbe conferito mandato ai suoi tecnici di visionare l’intera zona. Abbiamo capito che la via Bembo e le altre avrebbero avuto priorità assoluta! Perché, quindi, nel Bilancio e nei programmi dell’attuale Amministrazione non c’è traccia di tali vie?»

Il Comune s’impegna: renderemo sicure le fontane pubbliche di Talsano
Autonomia del quartiere, il comitato rilancia le sue richieste

l Riflettori puntati su Talsano-Lama-San Vito. Il quartiere torna a rivendicare l’autonomia da Taranto città e in questo senso c’è da registrare una nuova presa di posizione dello specifico movimento. Ma Talsano-Lama-San Vito sono anche una serie di problemi, alcuni risolti, altri in via di definizione. Ecco il punto della situazione.
LE FONTANE RIPRENDERANNO A ZAMPILLARE - Saranno messe in sicurezza le fontane di Talsano. L’assessore all’Ambiente del Comune di Taranto, Sebastiano Romeo, accoglie la richiesta del presidente della circoscrizione Tommy Lucarella. Solo la settimana scorsa, infatti, Lucarella ha scritto a Comune e Acquedotto pugliese per segnalare l’esistenza di una serie di fontane che ostruiscono
«il normale passaggio dei pedoni». Il caso più eclatante quello di corso Vittorio Emanuele. «Qui - rileva Lucarella - è praticamente impossibile l’accesso al marciapiede per la gente anziana e per i cittadini costretti a muoversi in carrozzina». La fontana «necessita anche di una manutenzione». E a quanto pare non è la sola. «Gli abitanti - dice Lucarella - hanno già inoltrato richieste, solleciti e petizioni per il ripristino delle fontane mal funzionanti. Urge l’intervento di amministrazione ed enti preposti affinché garantiscano
l’approvvigionamento idrico ai cittadini che abitano in zone sprovviste di relativa rete, ma allo stesso tempo senza creare disagi al resto della popolazione mettendo in pericolo l’incolumità pubblica». Altre fontane a rischio, quelle nelle contrade Lecutrane, Palumbo, San Donato e nel centro storico. Qui occorrerebbero persino «cartelli per indicare il divieto di lavare auto, generi alimentari
e provvedere all’igiene personale». All’incrocio tra via Lama e contrada Carelli, invece, così come in piazza della Vittoria, va ripristinato lo scorrimento dell’acqua.
TALSANO VUOLE L’AU TO N O M I A -
Cartoni, poltrone, mobili, frigoriferi e rifiuti di qualsiasi genere nelle strade; mancanza di fogne e assenza di luce. Ecco l’altra faccia della medaglia a Talsano. Per questo un gruppo di cittadini, capeggiati da Ubaldo De Filippis, del movimento per l’Autonomia di Talsano, chiede l’indipendenza dalla città. «Non abbiamo mai saputo che il municipio di Taranto ha commissionato uno studio per lo sviluppo del quartiere - dice De Filippis - e mai nessuno si è chiesto come fosse possibile sfruttare le nostre risorse. Questo ha contribuito all’assenza totale di pianificazione dello sviluppo del quartiere che continua ad essere una periferia dimenticata. Se Talsano fosse autonoma, potrebbe programmare da séil proprio futuro».

Sbloccata l’area produttiva Impretal

Si aprono buone prospettive per la creazione di un’area produttiva nella zona di Talsano. L’appello lanciato nei giorni scorsi dalla Confederazione Nazionale Artigianato, che chiedeva di eliminare lo scoglio burocratico in cui si è arenato il progetto, presentato già oltre due anni fa, è stato raccolto dalla Regione Puglia, ma anche dalla Provincia e dal Comune di Taranto. Ieri sera infatti, presso la Cittadella delle Imprese, il dottor Antonio De Padova, direttore provinciale della Cna (l’organismo che appoggia l’iniziativa), insieme agli imprenditori tarantini che intendono partecipare al progetto, hanno incontrato l’assessore regionale all’Assetto del Territorio, Angela Barbanente, il vicepresidente del Consiglio regionale Luciano Mineo, l’assessore Fabbiano della Provincia, il vicesindaco Antonio Cervellera, l’architetto del Comune Enzo La Gioia, ed il presidente della circoscrizione Tommi Lucarella. «Che il Consorzio Impretal e la creazione di un’area produttiva nella borgata di Talsano sia fondamentale per rilanciare l’economia tarantina, è un dato di fatto su cui sono convenuti tutti gli amministratori e coloro che hanno preso parte all’incontro di ieri sera - commenta De Padova - Per gli imprenditori sono arrivate delle rassicurazioni sulla cantierizzazione dell’area industriale, che dovrà avvenire entro i prossimi tre - quattro mesi. Tanto dalla Regione, quanto dal Comune, sono stati assunti degli impegni perché il progetto possa finalmente decollare». Il Consorzio, che conta al momento circa quaranta imprenditori, tra cui molti artigiani che operano sul territorio di Talsano, ed a cui se ne aggiungeranno presto altri venti che hanno fatto richiesta di adesione, sono disposti ad investire di propria tasca circa 15 milioni di euro, mentre il progetto prevede un investimento complessivo di 40 milioni di euro. La zona interessata dall’intervento è quella che sorge di fronte al cimitero di Talsano, e prevede la creazione di un centro produttivo complesso, con l’installazione di capannoni in cui gli artigiani e le realtà produttive che entreranno nel consorzio potranno esporre i propri prodotti alla clientela. Una grande occasione per l’economia tarantina.
Tarantosera venerdì 25 gennaio 2008

Ancora cemento.Il sindaco e trenta consiglieri comunali autorizzano l'ennesimo ingrassamento edilizio lungo l'asse Taranto-Talsano, spiegando che solo così riusciremo ad avere tutto quello che serve per far sì che una città possa definirsi civile e vivibile, e cioè un pò di verde, strutture sportive e sociali, uno spicciolo di cultura ed una spruzzata di recupero della memoria storica. Riteniamo che si tratti di un ulteriore errore amministrativo. Se le grandi imprese edilizie vogliono il bene di Taranto (e quindi anche di Talsano) lo dimostrino subito, e non barattando i propri interessi (legittimi per carità) con promesse che solo nel tempo si trasformeranno (se si trasformeranno) in realtà. Chiediamo quindi che prima di tirare su pilastri e solai si intervenga per risolvere problemi non più procrastinabili. E parliamo delle "solite banalità": tappare le buche delle strade, dotare Talsano di un impianto fognante funzionante in tutte le strade, costruire una rete di canalizzazione delle acque pluviali. Poche cose, insomma, ma se si vuole pensare alla grande lanciamo un'altra idea: perchè Grassetto e company non costruiscono un parco pubblico (subito e magari in zona Talsano) per poi dedicarsi al loro effettivo business?

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