L'Autonomia
DIARIO DELL'AUTONOMIA
Cinque anni di forte responsabilità. Tanto è durato l'impegno ed il sacrificio di un manipolo di volontari che lanciarono nel lontano anno 2000, partendo dall'idea dell'autonomia per Talsano, il progetto che avrebbe coinvolto le "Tre Terre" di Talsano Lama San Vito. Tempo sottratto alle famiglie e alle proprie attività lavorative per dedicarsi ad un'iniziativa che tendeva a coinvolgere tutta la cittadinanza e le parti politiche affinchè si realizzasse un referendum, strumento che avrebbe dovuto misurare democraticamente la volontà popolare.
Tutti sanno come sia andata. L'ex sindaco Di Bello e l'ex difensore civico Guadagnolo ascoltarono le nostre istanze, ma avevano già deciso per il no alla consultazione popolare. Anche i partiti ci prestarono attenzione, talvolta però strumentalizzando la nostra battaglia; ed alla fine sempre i partiti lasciarono che la scintilla dell'Autonomia si spegnesse. L'Associazione si trasformò in Movimento al fine di misurare concretamente quella che potesse essere la forza residua di una iniziativa che aveva raccolto diecimila firme, creato informazione diretta attraverso centinaia di postazioni per le strade, incontri pubblici, documenti tecnici, manifesti, volantini, siti internet, trasmissioni televisive, impiegando sempre quel drappello di generosi che l'aveva fatta nascere nel luglio del 2001. Alcuni di noi decisero di esporsi con il proprio volto e la propria onestà,
e soprattutto con il simbolo delle Treterre, quando si trattò di giocare l'ultima estenuante partita nel 2005. Il Movimento raccolse duemila voti che non generarono alcuna rappresentanza nelle istituzioni. Altri, che invece migrarono con grande opportunismo verso liste della politica tradizionale, sedettero in consiglio comunale e circoscrizionale. Ma da quegli scranni, dove ancora oggi operano, decisero di non portare avanti alcuna battaglia autonomistica. Noi sicuramente l'avremmo fatto perché "solo" quello era il nostro obiettivo.
Oggi si riparla di Autonomia grazie al Comitato di Lama, che ricomincia un percorso difficile ma non impossibile, scaturito in Consiglio Regionale dopo alcuni incontri fra Simone Brizio e Costantino Liaci che avvennero nel lontano 2005 in quell'angusta sede provvisoria del Movimento Treterre sito nella piazzetta di Lama. Noi del Movimento Treterre vogliamo esprimere la nostra vicinanza a questa nuova iniziativa. Il momento è particolare perché ancora una volta in Italia la popolazione è chiamata ad esprimere il proprio pensiero politico. Ci auguriamo pertanto che non si vada incontro a strumentalizzazioni di sorta da parte di qualcuno che, attirato dall'interessante bacino di voto costituito dalle popolazioni della periferia orientale tarantina, voglia puntare su tale appetitoso piatto dichiarandosi paladino del nobile ideale autonomistico solo nell'ottica di recuperare o consolidare una comoda poltrona politica per se stesso: ne abbiamo viste troppe di queste situazioni.
Noi, che fummo tra i fondatori dell'Associazione Treterre, plaudiamo all'iniziativa espressa dagli amici di Lama, Musio e Lecce in primis, ai quali dichiariamo il nostro sincero sostegno, liberandoci dalle facili polemiche spesso usate invece contro di noi. Nel fare ciò non compiamo alcun esercizio di restaurazione, ritenendoci svincolati dalle scelte altrui ed orgogliosi delle nostre. Così come lo siamo della sigla "Treterre", coerentemente e giuridicamente identificativa del Movimento, come dimostrabile dagli atti firmati dai componenti del Direttivo depositati presso un notaio. Che i movimentisti di Lama vadano pure avanti con altrettanto orgoglio e determinazione. Siamo altresì compiaciuti nel constatare che il sogno indipendentista sia oggi rappresentato non solo da alcuni precursori del nostro progetto, ma anche da chi in passato non lo condivideva. Anzi, ne era convinto antagonista. E' il segnale che il lavoro da noi svolto sia stato utile a qualcuno.
Costantino Liaci - Vito Pascale - Leonardo Mongelli
(Movimento Treterre) 1.3.2008
La prima pagina della Voce del Popolo del 15 febbraio 2004 che dedicò uno speciale agli autonomisti delle Treterre. Si riconoscono in prima fila Vito Pascale, Leonardo Mongelli, Sandro Milani e Costantino Liaci.
Costantino Liaci e Vito Pascale, fondatori nel 2001 dell'Associazione Treterre.
I commercianti vogliono l’autonomia
29 febbraio 2008 TARANTOSERA
TARANTO - L’autonomia amministrativa è anche il sogno di molti negozianti talsanesi. Sono stanchi di fare commercio in una realtà, quella della periferia dimenticata, che viene munta al momento opportuno e poi abbandonata. “Ci stanno dissanguando ed è ora di dire basta - dice Mimimo Cuscela, titolare di un negozio di alimentari e uno dei decani dei commercianti della borgata- da oltre quarant’anni si parla di autonomia ma poi non se ne fa nulla. E’ arrivato il momento di fare sul serio perché il dissesto ci ha inferto il colpo mortale. Solo tasse, quest’anno anche raddoppiate. Ci siamo stancati di pagare e di non ottenere i servizi. Illuminazione pubblica a mezzo servizio, le strade del quartiere sono un colabrodo e la pulizia lascia a desiderare. Siamo al confine con Leporano che è un piccolo comune ma che lascia contenti i suoi cittadini per i servizi che offre. L’autonomia ci porterebbe gli stessi benefici”. Dello stesso avviso è Nicola Palmisano, ottico che ha il negozio in centro da anni e che praticamente non ha visto crescere la borgata come voleva , anzi l’ha vista peggiorare. “Basta farsi un giro al centro - dice - fanno i lavori a metà. Si guardi intorno, in tanti anni non è cambiato nulla. Chieda ai colleghi i negozi in pieno centro. Sono arrabbiati e le racconterebbero tutte le delusioni accumulate. Tante riunioni, tante richieste, ma nessuna risposta concreta. Scontenti per i servizi, davvero scontenti.” Alle riunioni organizzate negli anni scorsi dai commercianti, per tentare di uscire dal guado, ha partecipato anche Emilio Biandolino, titolare di un negozio di materiale elettrico, che ora è un po’ pessimista. “Il decentramento non funziona - sottolinea - è inutile nasconderlo, l’autonomia potrebbe essere la ricetta giusta per uscire da una impasse che da sempre penalizza le periferie. Staccarsi a Taranto potrebbe significare camminare con le proprie gambe e fare qualcosa di concreto per un territorio che ha sempre dato ma che non ha mai avuto”. Anche per Maurizio Bisignano, giovane edicolante bisogna cambiare registro. “Il Comune autonomo offrirebbe più opportunità. Talsano, Lama e San Vito insieme superano i 35mila abitanti e mi pare logico che sia arrivato il momento di andare da soli. Magari all’inizio sarà dura ma poi la gente capirebbe che era la strada da percorrere per risolvere problemi che si perdono nel tempo. Nonostante passino gli anni i disservizi sono sempre gli stessi”. Convinta assertrice della scelta autonomista è anche Gina Biandolino, proprietaria di un negozio di abbigliamento per bimbi: “Nella nostra borgata sempre gli stessi problemi che si trascinano da tempo immemorabile. Siamo dimenticati. Nonostante si paghino le tasse, e che tasse, il nostro quartiere sembra essere rassegnato – afferma - perché le cose non cambiano. Ben venga l’autonomia. Cambierebbe il volto triste di questa comunità. Le darebbe più sicurezza e la farebbe sorridere”. G.N.
Autonomia delle Tre Terre: si può fare
28 febbraio 2008 TARANTOSERA
TARANTO - «Se c’ é la volontà di tutti, in meno di un anno si potrebbe tenere il referendum per l’autonomia di Talsano, Lama e San Vito». A parlare é l’avvocato martinese Gianfranco Chiarelli, il presidente della VII Commissione autonomie locali della Regione che dovrà dare l’ok per la presentazione di un disegno di legge in Consiglio regionale. La scorsa settimana i rappresentanti del Movimento per l’Autonomia, Domenico Lecce e Pasquale Musio hanno incontrato il presidente Chiarelli il quale ha riconosciuto la fondatezza della richiesta sottolineando il suo personale impegno già all’indomani del via al referendum per Palese, Santo Spirito e Carbonara di Bari ed ha annunciato che invierà una lettera di sollecito al sindaco Stefàno affinché si provveda a dar riscontro alla missiva inviata nel 2005 all’allora commissario straordinario Tommaso Blonda. «Il Comune dovrà fornire un parere che non é vincolante -aggiunge Chiarelli- facendo riferimento ad alcuni parametri necessari come, ad esempio, la popolosità, che deve superare i 10mila abitanti e la presenza di strutture e di infrastrutture. I presupposti ci sono a che quel territorio ottenga l’autonomia amministrativa-prosegue- ribadisco che é necessaria la convergenza di tutte le forze politiche presenti nella Commissione che presiedo riguardo al disegno di legge che dovrà essere approvato dal Consiglio regionale». L’ultimo passo é il referendum popolare, strumento di democrazia diretta attraverso il quale i residenti devono decidere se volere l’autonomia o se rimanere una circoscrizione di Taranto. Ci sono buone notizie quindi per il Movimento che rappresenta i cittadini di Talsano, Lama e San Vito, stanchi di promesse non mantenute e in attesa del parere del sindaco Stefàno sulla richiesta di autonomia, un vecchio sogno coltivato prima a cavallo tra gli anni ‘60 e ‘70, poi dall’associazione “Tre Terre” che ha anche promosso una petizione popolare con la raccolta di quasi 10mila firme e ora dal Movimento che é già al lavoro per ribadire un bisogno di autonomia che viene da lontano. G.N.
VERSO L'AUTONOMIA DELLE TRETERRE
C'è poco da aggiungere al seguente comunicato stampa letto da Costantino Liaci nel corso dell'Assemblea organizzata nel Maggio del 2008 dalla Circoscrizione di Talsano-Lama-San Vito il cui tema era "considerare il principio autonomistico della popolazione". Il Movimento Treterre si "apre" ulteriormente al dialogo in funzione di un obiettivo che può essere raggiunto solo con la partecipazione di tutte le forze in campo. A questo punto aspettiamo che anche i politici si esprimano: sarebbe corretto che i vari consiglieri di Circoscrizione e comunali dichiarassero apertamente il proprio orientamento all'Autonomia e così dovrebbero fare le Parti sociali (commercianti, imprenditori, associazioni...). Ed il successivo compattamento potrebbe seriamente accelerare le procedure intese a realizzare il Referendum.
La questione relativa all'autonomia delle borgate di Talsano Lama e San Vito riprende nuovamente vigore grazie al nuovo Movimento coordinato da Pasquale Musio, già co-fondatore dell'Associazione Treterre, che ha correttamente ripreso le fila di un discorso fatalmente interrotto, recuperandone gli elementi giuridici e reimpostando un'appassionata serie di incontri con la gente per informarla e ridestarla verso l'obiettivo autonomistico. Quando nel 2005 noi del Movimento Treterre incontrammo Simone Brizio e questi si dichiarò disponibile a trasferire nell'ambito del Consiglio Regionale le nostre istanze autonomistiche, pur mantenendo un moderato ottimismo, eravamo coscienti che l'iter non sarebbe stato dei più semplici. All'epoca eravamo in contatto con gli amici baresi di Palese-Santo Spirito, uniti dallo stesso ideale; a poca distanza da noi, nella stessa Regione, oggi quei cittadini hanno avuto finalmente la possibilità di potersi esprimere nell'ambito di una consultazione referendaria.
Anche sul nostro Territorio appare adesso possibile realizzare quanto da anni la maggior parte dei cittadini di Talsano-Lama-San Vito va chiedendo: l'istituzione di un Referendum. Le diecimila persone che nel 2004 sottoscrissero la petizione popolare respinta dall'allora sindaco Di Bello, sono ancora presenti e probabilmente pronte a firmare di nuovo. A questo punto quelle firme hanno una valenza non solo simbolica, ma sostanziale.
Ed anche ciò che spiegavamo anni fa è sempre attuale. Ecco l'incipit del discorso di presentazione dell'Associazione Treterre tenuto nel 2001 a Palazzo di Città: "Nel momento in cui le impietose analisi statistiche elaborate dalla Stampa specializzata pongono Taranto agli ultimi posti in tema di vivibilità globale, sorge spontaneo chiedersi quale ipotetico posto potrebbe allora occupare il nostro martoriato Territorio laddove fosse possibile inserirlo "ad partem". Forse al millesimo su mille se si dovesse tener conto dell'assoluta mancanza o inadeguatezza dei servizi primari (le solite strade non asfaltate, le tanto invocate reti idriche e fognanti), dell'assenza di progettualità culturale, dell'apatica indifferenza nell'affrontare tematiche di sviluppo economico ed occupazionale. Ed invece il territorio delle Treterre è di una ricchezza infinita che attende solo di essere svelata e valorizzata: il grande patrimonio agricolo di Talsano si sposa con l'incanto delle coste di Lama e San Vito sviluppandosi su un'area estesa per oltre 60 kmq. Si tratta della grande "occasione" che i residenti dovrebbero cogliere per il proprio bene e quello dei propri figli, quella opportunità che può scaturire solo da una autonoma gestione del territorio.
Ma non si può parlare di autonomia amministrativa solo per una porzione di esso, sarebbe l'ennesimo tentativo destinato al fallimento proprio perché privo di una visione più ampia della realtà esistente, ancora una volta circoscritta ad interessi che non coincidono con quelli di una popolazione "legata" dalle stesse problematiche, dalle medesime aspirazioni ed ormai "collegata" persino urbanisticamente in un'unica dimensione.".
Da allora sono trascorsi sette anni… Nel frattempo la "solita Politica" è riuscita a trascurare le istanze delle popolazioni residenti nella periferia orientale tarantina, ha voluto ignorarne le ambizioni, ne ha negato le legittime rivendicazioni. Ma, per fortuna, anche nella solita Politica esistono le eccezioni. Una di queste è rappresentata dal Presidente della Circoscrizione Tommy Lucarella, al quale rivolgiamo il nostro sincero ringraziamento per aver voluto intercettare i nuovi stimoli pervenuti dal Movimento di Musio, De Filippis, Lecce e Amorosino, interpretando correttamente il ruolo istituzionale che riveste e determinando una serie di iniziative che esprimono il vero senso del fare politica, e cioè svolgere un servizio in favore della comunità rappresentata. Lucarella ricorderà ciò che veniva indicata già anni fa quale base della nostra rivendicazione autonomistica: "non una mera battaglia contro qualcuno, non la solita litania di quello che non funziona, ma un bisogno imprescindibile per sprigionare nuova linfa in un contesto che rischia la sclerotizzazione, una necessità di voler crescere culturalmente, un diritto all'emancipazione". E' questa, secondo noi del Movimento Treterre, la giusta strada, quella che abbiamo tracciato anni fa, ma della quale non conosciamo ancora lunghezza ed ostacoli, e che comunque desideriamo continuare a percorrere, rinnovando l'impegno del passato in nuovi e maggiori interventi finalizzati a far sì che l'esito del referendum renda giustizia al nostro Territorio. Da quel giorno poi, occorreranno ulteriori energie per pianificare la nascita del Comune delle Treterre, ed auspichiamo che in quel momento possano esserci i giovani, tanti giovani a voler raccogliere un testimone intriso di sofferenza e orgoglio. Rinnoviamo ancora una volta il sostegno sincero a tutti coloro che generosamente ritornano oggi a spendersi in favore del comune ideale e con alcuni dei quali (Pasquale Musio in primis) condividemmo l'indimenticata esperienza che consentì all'Associazione Treterre di essere uno splendido contenitore di cuore e pensiero, slancio e ragione, fierezza e dignità.
Costantino Liaci - Coordinatore Movimento Treterre
Leonardo Mongelli e Vito Pascale - Componenti del Direttivo
ASSEMBLEA POPOLARE SULLA RICHIESTA DI AUTONOMIA
In data 28 maggio 2008 si è tenuta, presso l'Istituto Salvemini, la prima assemblea popolare monotematica sull'autonomia delle Treterre di Talsano-Lama-San Vito. Fra i presenti, subito dopo la presentazione del presidente Tommy Lucarella, che ha ribadito l'assoluta disponibilità dell'intero Consiglio Circoscrizionale a supportare la richiesta del referendum nelle sedi opportune, sono intervenuti i rappresentanti dei Comitati per l'Autonomia, Pasquale Musio e Costantino Liaci. Il primo ha segnalato la inadeguatezza dei passaggi richiesti al Comune da parte della Regione Puglia, ed in particolare l'assenza di risposte che il Sindaco dovrebbe fornire in materia di dati statistici attinenti il Territorio delle Treterre. Il secondo ha ricordato con un appassionato intervento l'esperienza di richiesta referendaria iniziata nel 2000 e culminata il 18.2.2004 con la presentazione delle diecimila firme all'ex sindaco Di Bello. Sono intervenuti alcuni cittadini, gli artefici dell'autonomia di Statte, Adeo Ostillio e Pino Mastromarino, alcuni consiglieri comunali e circoscrizionali. Ha concluso il consigliere regionale Borraccino, il quale, pur non riconoscendo validi i principi autonomistici, ha assicurato il proprio immediato sostegno nell'ambito della Commissione regionale che dovrà approvare la consultazione referendaria.
Egr. Dr. Alfredo CERVELLERA
Vice Sindaco del Comune di Taranto
Talsano, 24 Maggio 2009
Come a Lei noto, già nello scorso mese di Febbraio la Commissione Affari Istituzionali del Consiglio della Regione Puglia ha sollecitato l'Amministrazione Comunale di Taranto a pronunciarsi tramite delibera consiliare affinchè la medesima Commissione fosse in grado di definire l'iniziativa legislativa riferita alla organizzazione di un apposito Referendum popolare, tramite il quale si potesse stabilire la volontà o meno degli abitanti dell'attuale sesta Circoscrizione tarantina di costituirsi in Comune Autonomo.
Il nostro Movimento sottolinea l'assoluta necessità di rendere giustizia alla democraticità dello strumento referendario, e La invita a sollecitare ulteriormente il Sindaco dr. Stefano e l'intero Consiglio Comunale a trasformare in concretezza l'attuale stato delle molteplici dichiarazioni di disponibilità all'ascolto dei cittadini, rese in coincidenza delle prossime scadenze elettorali.
Ci attendiamo una pronta risposta che consenta ad ognuno di noi, cittadini di Talsano Lama e San Vito, la libera espressione e il mantenimento della fiducia nelle Istituzioni e negli Uomini da noi scelti per rappresentarci.
Cordiali saluti.
MOVIMENTO DELLE TRETERRE
DI TALSANO-LAMA-SAN VITO
(Il Coordinatore Costantino Liaci)
IL SINDACO STEFANO NON VUOLE L'AUTONOMIA, TRETERRE RISPONDE
Illustre Signor Sindaco, dottor Ippazio Stefano,
la ringraziamo per essere venuto in visita a Talsano, periferia degradata della città da lei amministrata. Grazie perché ci ha consentito di scoprire ciò che mai avremmo osato pensare, e cioè che per risolvere i nostri problemi è sufficiente avvertire l'orgoglio di essere "tarantini" e che non dobbiamo più fare i "cattivi" perchè mai e poi mai "si dovrà più parlare di stracciare un pezzo di Taranto invocando l'autonomia". Con tali sue ultime riflessioni, ha chiuso una seduta di consiglio circoscrizionale agitata dalle necessità ataviche in cui i talsanesi si dibattono. Manca l'acqua? Che importa, siamo tarantini… Le strade disastrate, i fossi, l'illuminazione precaria, le discariche abusive, la spazzatura non raccolta, le fogne inesistenti? Che importa: dobbiamo sopportare perché è necessario "sentirsi tarantini"…Guardi, financo la signora Di Bello mai si sarebbe sognata una tale spudorata esibizione! No, egregio Sindaco, quello che lei ha detto puzza d'antico ed è intriso di ipocrisia, quello che lei sostiene è la perpetuazione dell'inganno perpetrato ai danni dei talsanesi. I quali, in numero massiccio, circa diecimila, hanno chiesto poco tempo fa di diventare cittadini di un "comune autonomo", e lei non può cancellare tale realtà né può permettersi di criticarla o addirittura di sbeffeggiarla. Anzi, dovrebbe essere suo dovere intervenire in favore della libera espressione di pensiero, sia pure differente dal suo (... ricorda Voltaire?).
E' questo il suo modo di essere "democratico"? Noi non ci stiamo! E lei deve portarci rispetto. Se poi ha voglia di approfondire un po' la materia, vada a documentarsi su quanto democraticamente una grande parte della nostra comunità ha espresso negli scorsi anni. Quanto meno il sindaco che l'ha preceduta ebbe l'intuizione di ascoltarci, di riceverci, di tentare una mediazione, di esprimere un parere diverso ma di attestarci dignità.
Lei invece esprime ostilità preconcetta ed incide con vibrante (ed incomprensibile) taglio lo spessore di un pensiero diverso dal suo. Purtroppo sta compiendo un errore, e lo fa a carico della gente più debole, quelli che chiamano l'autospurgo per ripulirsi dalla melma, quelli che si mettono in fila alla vecchia fontana pubblica per rifornirsi di acqua, quelli che pagano tributi e tasse utilizzati puntualmente per aggraziare la sua bella città anziché essere spesi sul proprio territorio, quelli che pagano le imposte sulla casa per sostenere un buco di bilancio che è colpa solo della "pessima politica" di qualunque colore che da sempre governa i nostri destini.
Il Comitato per l'Autonomia di Talsano
6 febbraio 2008