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Asfalto fai da te

La Cronaca

Venerdì 9 ottobre 2009 Tarantosera

«Una strada così non c’è in tutta la città». Se oggi il signor Vincenzo Albano può andare fiero dell’asfalto sotto casa lo deve alla determinazione sua e della gente che abita nel residence di via Fior d’Arancio, al civico 30. A Lama ventotto famiglie più quattro che abitano nelle ville vicine si sono autotassate per far realizzare l’asfalto sulla strada di proprietà comunale. E oggi sono pronti a presentare l’iniziativa in un conferenza stampa convocata per il pomeriggio e alla quale prenderà parte l’assessore ai lavori pubblici Alfredo Spalluto. «Esasperati da più di due anni di richieste al Comune che, come sappiamo, è in dissesto, abbiamo deciso di rimboccarci le maniche». A parlare è il signor Albano, pensionato, delegato dagli abitanti del complesso. «Quando pioveva eravamo bloccati in casa.Si poteva uscire solo con la macchina. Perché si allagava tutto. Qui c’era strada sterrata. Abbiamo deciso di prendere in mano la situazione». Ventimila euro è la spesa che si sono divisi per far realizzare la strada. Il permesso da parte del Comune è arrivato solo dopo aver individuato una soluzione che potesse ovviare al dislivello che avrebbe portato, una volta realizzato l’asfalto, in caso di pioggia, disagi alle ville. La soluzione è stata un asfalto di ultima generazione. Massello autobloccante impermeabilizzante, in gergo. Che, tradotto, sta ad indicare la strada lastricata di mattoncini che quando piove assorbono l’acqua non facendola riemergere. «E’ una soluzione duratura, non c’è bisogno di manutenzione e, anche in caso di lavori sotterranei, è sufficiente spostare i mattoncini per poi rimetterli al loro posto, senza danneggiare l’asfalto». Una soluzione che ha sicuramente pesato sui bilanci familiari e che non tutti si possono permettere. «Ma oggi abbiamo finalmente una strada. E’ un lavoro ecologico quello che abbiamo fatto realizzare preoccupandoci anche di creare gli spazi per i pali della pubblica illuminazione che attendiamo vengano installati dal Comune. «Noi saremo disposti anche a proseguire, realizzando spazi per bambini, purché ce lo lascino fare, a scoraggiare sono anche gli iter burocratici».

FINALMENTE ARRIVA L'AUTONOMIA!
Ebbene sì, alcuni cittadini di Lama si asfaltano da soli la strada, osservati e benedetti dall'assessore del Comune di Taranto. Quindi da oggi in poi potremo organizzarci anche la raccolta dei rifiuti, possedere un organico tutto nostro di vigili urbani, potremo colmarci da soli le buche, manutenere la pubblica illuminazione, pagare le tasse per ottenerne i giusti servizi e, perchè no, collaborare con il vicino comune dei Due Mari. E' fatta: non capiamo perchè si lamentino le varie Associazioni (Fareverde-Nuovataranto-Comitato Via Mediterraneo-Sviluppo territorio), nè perchè protestino gli stessi politici che dovrebbero invece risolverle le questioni proprio in virtù del mandato ricevuto (Giampaolo Vietri, Salvatore Maglie, Massimiliano Stellato, Antonella Tasso, lo stesso Tommy Lucarella ed una manciata di consiglieri circoscrizionali e comunali pronti solo ad accompagnare i candidati di destra e sinistra quando si tratta di fare promesse nel periodo elettorale): insomma smettetela! Fate la figura dei dilettanti allo sbaraglio della famosa trasmissione "La Corrida"... Ma parlando con serietà c'è da riscontrare che nessuno di questi baldi giovanotti ha fatto mai nulla per la "vera Autonomia", solo critiche alla parte avversa di turno, appelli lanciati nel vuoto, nessun orgoglio di appartenenza al territorio. Per contro abbiamo percepito sempre i soliti calcoli di opportunismo politico, promesse e scambio di voti, mancanza di progetti, bassi profili tecnici e professionali, logica del rinvio ad altri tempi, tradimento della fiducia riposta. Anche gli stessi cittadini però, fanno ben poco (guardate i "padani" invece come difendono il proprio Stato nello Stato...). I "treterresi" continuano a votare sospirando a bassa voce, non si coalizzano e quando lo fanno si stancano subito, non comprendono che l'unica soluzione è "essere padroni del proprio destino" e non continuare a dipendere da "altri" che sul nostro territorio hanno l'unica preoccupazione di mantenere ben salde certe poltrone.

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