Archivio > La Cronaca
Antenna a Lama, presidio dei cittadini
17 maggio 2008 TARANTOSERA
“Tutti i residenti della zona, devono fare una denuncia cautelativa dopo essersi sottoposti ad esami accurati”. E’ l’invito lanciato da Giuseppe Miceli, Segretario dell’Associazione “Tamburi 9 luglio 1960, Anno Zero”, da sempre in prima linea per il problema dell’elettrosmog e delle “antenne selvagge”, che nella nostra città ormai spuntano come funghi. L’ultima in ordine di tempo é quella di via Giacinti a Lama. Alla storia di questo sito, che ormai da diverso tempo va avanti a colpi di carte bollate, si é aggiunto un ulteriore capitolo. Infatti, dopo che il Comune, aveva sospeso con un’ordinanza l’installazione dell’antenna, il gestore di telefonia, ha impugnato la decisione, rivolgendosi al TAR, che successivamente gli ha dato ragione. “Dopo la decisone del TAR, sono cominciati i lavori, che a dire il vero erano già partiti da diverso tempo. L’8 maggio quindi é avvenuta l’installazione di un palo alto oltre 40 metri. I dipendenti si sono fatti scortare dalle forze dell’ordine, per evitare ogni intervento dei cittadini”. I residenti della zona, ad ogni modo, non sono stati a guardare, perché a loro volta hanno impugnato la sentenza del TAR, appellandosi contro la “mancata pubblicizzazione dei lavori”. “La nostra Associazione ha sollecitato il ricorso da parte dei residenti, nei confronti di chi ha calpestato i loro diritti di cittadini”. L’intervento del Comune, richiesto dalla Associazione Tamburi 1960, non ha sortito i frutti sperati, infatti, il gestore di telefonia, ha fatto sapere, di aver intenzione di attivare al più presto l’antenna. Quella installata in via Giacinti però, non é l’unica della zona. “Nelle vicinanze del sito in questione - rincara Miceli - ci sono altre tre antenne, il rischio di provocare danni alla salute dei residenti é elevato. Proprio per questo abbiamo incitato i cittadini a sottoporsi ad analisi che andranno confrontate nel tempo”. La manifestazione avvenuta domenica mattina nei pressi di via Giacinti sembra essere soltanto l’inizio, di una lunga protesta, che si protrarrà fin quando ai cittadini della zona non verranno riconosciuti i loro diritti. “Da lunedì scorso abbiamo istituito un presidio permanente nei pressi del sito. I cittadini devono far sentire la loro voce”. F.M.