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Lo scorso 23 marzo 2010 è stato convertito in legge il decreto intitolato “Interventi urgenti concernenti enti locali e Regioni”. Si tratta di una riforma, meglio conosciuta come “la taglia poltrone”, che inciderà e non poco nelle istituzioni ioniche dal 2012 in poi. Le nuove norme saranno valide solo per i Consigli rinnovati a partire dal prossimo anno. Se per vederle attuate in Provincia, dunque, passeranno all’incirca quattro anni, il Comune di Taranto dovrà, invece, farvi i conti tra soli 24 mesi circa. Quella in corso sarà con grande probabilità, visto che mancano solo i decreti attuativi, l’ultima legislatura in cui la città usufruirà dell’attività delle Circoscrizioni. Addio consiglieri, addio presidente, resteranno solamente gli uffici. Una condizione che sarà comune a tutte le città con meno di 200 mila abitanti. Per tutte le altre, invece, dopo la possibilità di una deroga, dovranno decidere se trasformarle in municipi o chiuderle. Si tratta di una rivoluzione che coinvolgerà anche il Consiglio Comunale bimare. I consiglieri eletti nel 2012, infatti, non saranno più 40 bensì 32.
Gli assessori in giunta, invece, non potranno essere più di un quarto dei consiglieri e, nel caso del Comune quindi, saranno al massimo 9 (oggi sono 12, in attesa del rimpasto che presumibilmente li riporterà a 14). Una rivoluzione epocale, dunque, visti gli attuali numeri dell’amministrazione Stefàno.
Stesso discorso vale per la Provincia che, però, andrà a rinnovo solo tra quattro anni. I consiglieri in via Anfiteatro passeranno da 30 a 24.Gli assessori, invece, non potranno essere più di 7, contro i 10 attuali (escluso il presidente). Diremo addio, inoltre, al difensore civico cittadino, così come al direttore generale ed ai consorzi di funzioni tra enti locali. Solo il primo organismo non scomparirà del tutto ma potrà insediarsi in Provinciadopo apposita convenzione coi Comuni.
Tutte le cariche in corso andranno a scadenza mentre, per i Comuni con popolazione superiore ai 100 mila abitanti, saranno previste deroghe. Il comma 186 del
decreto legge, inoltre, prevede la possibilità di delega da parte del sindaco, nei Comuni con più di 3000 abitanti, dell’esercizio delle proprie funzioni a non più di due consiglieri delegati in alternativa alla nomina di assessori. Con il milleproroghe l’attuazione della nuova legge è stata rinviata di un anno. Difficilmente
però, Comune di Taranto e Provincia, riusciranno a scansare questo drastico taglio rispettivamente nel 2012 e nel 2014.
SCOMPARE UN ALTRO MITO: IL POSTO FISSO DA POLITICO...
Nell'ottica della ottimizzazione della spesa pubblica non possiamo che essere d'accordo con la riforma "tagliapoltrone". Finalmente tanti politici di "mestiere" dovranno cominciare a studiare per imparare nuove professioni: sono già pronti corsi da barman, da cuoco su navi di crociera, da hostess pubblicitarie, da veline (con tutto il rispetto per chi già esercita con dignità tali attività). Non sarà facile per molti e purtroppo temo che la fronda del precariato avvolgerà mestamente qualche ex assessore e più di qualche allampato consigliere comunale. In circoscrizione invece scompariranno i più volte bistrattati consiglierini, ma non ne avvertiremo le conseguenze: al nulla succederà il nulla. Una considerazione seria va però fatta. Se osservate le tabelle noterete che un Comune Autonomo delle Treterre, con i suoi bravi quarantasettemila abitanti, si meriterebbe un proprio consiglio comunale con 24 bravi e determinati difensori del territorio e addirittura sette assessori coordinati da un sindaco. Pensate: con gli stessi soldi delle tasse che paghiamo al comune di Taranto riusciremmo ad essere autonomi, liberi e sicuramente meglio amministrati (non ci interessa il colore politico...). Non solo: avremmo il nostro Corpo di Vigili Urbani e certamente la vita intera delle tre attuali borgate si attesterebbe sui canoni civici di un qualunque comune limitrofo. Ma c'è chi preferisce essere "tarantino" e continuare a vegetare fra il degrado e l'inciviltà. E molti di questi sono proprio i tanti politici residenti a Talsano Lama San Vito che a breve non sapranno più dove accasarsi... Vuoi vedere che magari, con grande opportunismo e "facciadibronzismo", non vadano a rispolverare il tema autonomistico?
C. Liaci